Ieri sera il club Brain 2 Brain di Mario Esposito ha organizzato in Second Life, presso il Pyramid Café a Vulcano, un incontro denso di sociologi su un tema secondo me centrale, di questi tempi: il corpo 2.0 per l'appunto, un intreccio di corporeità, sistemi simbolici, simulacri e altre intimazioni trasversali. Debora Viviani, Valentina Grassi e il sottoscritto hanno presentato brevemente i loro ultimi lavori sull'argomento e si sono poi intrattenuti a lungo con un pubblico attento e partecipativo (molto più facile da trovare in Second Life che nella real life, si direbbe) fino alle ore piccole. Mario è stato incredibilmente performante e quindi ho il piacere di proporvi il video della serata. Lo pubblico qui su Ciottoli, perché penso che anche questo sia uno dei futuri canali attraverso cui passeranno (già passano d'altronde!) la cultura, la formazione, il sapere.
Il Corpo 2.0 from MarioEs on Vimeo.
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lunedì 27 aprile 2009
giovedì 23 marzo 2006
The 4400, ovvero USA e rapporti primari
Il malefico apparecchio, tra l'altro, è dotato di un'assertività magica per la quale tendiamo a dar per buono quello che ne esce perlomeno fino a prova contraria e in molti casi ben oltre ogni ragionevolezza. Il senso critico si appanna e va a finire che non si notano buchi di trama, contraddizioni o particolari stridenti che ci parlano di multicultura e profonde differenze in seno al nostro occidente. The 4400 rientra a dire il vero nell'ultima categoria, in quanto testo denso di spunti sui rapporti umani in terra d'America (USA). Trama da maniaci: 4400 disgraziati vengono rapiti da alieni (o almeno sembra la circostanza più probabile) nell'arco di sessant'anni e poi rispediti sulla Terra tutti insieme ai giorni nostri. Facile immaginare che il loro ritorno crei qualche problema a livello di rapporti primari, nelle reti di cui facevano parte e anche negli stessi malcapitati, che tra l'altro non sono invecchiati di un giorno e hanno a che fare con parenti e amici morti o decrepiti. Ma questo non sarebbe nulla! Il focus della questione è sul tipo di problemi e sulle dinamiche che innescano. Allora: al di là di una generica accusa di essere freak, mostri (raccomando la splendida canzone dei Marillion dallo stesso nome, testo qui) che possiamo ricollegare senza grosso stress all'angoscia del diverso, abbiamo un generoso assortimento di casi umani che - e questo è l'aspetto più inquietante - non vengono concepiti come particolarmente centrati sull'aspetto relazionale, ma presentati come una "normale" esplorazione delle reazioni del cittadino medio verso i suoi cari scomparsi senza alcuna colpa per circostanze inspiegabili. Una mogliettina torna a casa dopo 13 anni: lasciava un marito e una figlia di 6 mesi. Quando viene dimessa dalla quarantena cui tutti e 4400 sono stati sottoposti, non trova un'anima ad attenderla e, una volta arrivata a casa, scopre che il marito si è risposato e non ha mai detto alla figlia che l'attuale madre non è la madre naturale. Dopo 13 anni potremmo dire che è comprensibile, ma non ti sprechi neanche ad andare a dirglielo di persona, pur se avvisato dalle autorità? E la prima cosa che fai è appiopparle un'ordinanza restrittiva che le impedisca di avvicinarsi a te e alla figlia?
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